Ai deputati del PD non piace la gestione di questi 2 anni

Ai deputati del PD in Commissione Agricoltura alla Camera, fra cui Sandro Brandolini, non piace la gestione della Commissione stessa e lo hanno scritto in una lettera mandata al presidente, il deputato Paolo Russo. E non hanno risparmiato critiche neppure al ministro Luca Zaia.
«Il bilancio di 2 anni di legislatura ci consegna un'immagine fallimentare e improduttiva dell'attività svolta in Commissione Agricoltura – spiega Brandolini citando la lettera – nonostante la nostra decisione di assumere un comportamento costruttivo nei rapporti con la maggioranza di centrodestra che sostiene l'attuale Governo. La ridotta o nulla attività legislativa della Commissione ha finito infatti con il produrre, in questo scorcio di legislatura, soltanto due provvedimenti legislativi. Si tratta dell'approvazione della legge 171 sul rilancio della competitività del settore agroalimentare, – parte di essa abrogata in malo modo e nella stessa giornata della sua promulgazione dal decreto mille proroghe – e la normativa sulle quote latte, che si è accodata ad altro provvedimento trenino».
Nella lettera si legge che «la Commissione, inoltre, ha scontato non solo un senso di impotenza e di improduttività ma anche e soprattutto una carenza di indirizzo e di unitarietà strategica dei propri lavori; mentre il gruppo del PD ha sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo ed una presenza assidua in Commissione, assicurando così il generale svolgimento dei lavori in tutte le fasi, comprese le audizioni spesso disertate dalla maggioranza. Un'assenza di strategia imputabile in larghissima parte all'evanescenza, all'ambiguità e all'attività solo comunicativa, spesso giocata fuori dal campo, del Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia».
Nei confronti del ministro i deputati non sono teneri: «Il Ministro Zaia è stato probabilmente troppo impegnato a perseguire percorsi di crescita politica individuale e su base locale e, sin dall'inizio della legislatura, è risultato inafferrabile e sfuggente soprattutto per quanto riguarda le soluzioni da dare agli annosi problemi dell'agricoltura italiana. A questa sfuggevolezza ha abbinato, inoltre, un personalissimo modello di comunicazione che ha veicolato gli scarsi o addirittura nulli risultati della propria azione ministeriale in maniera roboante e pirotecnica, nonché disancorata dalla realtà dei fatti. Si tratta di un atteggiamento ingiustificabile a fronte dei gravi problemi dell'agricoltura italiana. Nessun ministro dell'agricoltura della Repubblica italiana dovrà più permettersi il lusso di snobbare i problemi e le complessità del settore agricolo, per ambire successivamente alla poltrona di Governatore di un'altra regione».

Articolo pubblicato sul CORRIERE ROMAGNA, ed. Cesena, il 31 gennaio 2010

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Brandolini e Gozi: «L'On. Pini e la consigliera Celletti farebbero meglio ad occuparsi di questioni ben più rilevanti per Cesena»

Dal Viminale è giunta una netta conferma della linea tenuta dalla giunta del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi sulle elezioni dei Consigli di quartiere, fissate per il 28 e 29 marzo prossimi, in concomitanza con le elezioni regionali.
Secondo il sottosegretario agli Interni, Sen. Michelino Davico, che rispondeva ad un'interpellanza dell'On. Gianluca Pini (Lega Nord), tutte le condizioni richieste dal governo risultano pienamente rispettate dal Comune di Cesena e non è quindi necessario prendere nessuna iniziativa specifica.
«Siamo soddisfatti della risposta del governo – è il commento degli onorevoli del PD Sandro Brandolini e Sandro Gozi – che conferma l'opportunità di tenere le elezioni regionali e le consultazioni popolari per i quartieri nello stesso giorno. Ciò che non capiamo – proseguono i due – sono invece le insistenze del collega Pini di fronte ad una risposta governativa che in modo così dettagliato respinge punto per punto le questioni da lui sollevate».
«Se possiamo dare un consiglio a Pini e alla consigliera comunale Antonella Celletti – concludono Brandolini e Gozi – è di smetterla di perdere il loro tempo e, soprattutto, di farlo perdere alla giunta e al consiglio comunale con questioni di questo genere e di concentrarsi invece su aspetti ben più rilevanti per il futuro della città, a partire dalle conseguenze dell'attuale crisi economica e sociale».

4 febbraio 2010

 

«Consolidare l'insediamento universitario in Romagna è una condizione essenziale per assicurare un futuro qualitativamente elevato al nostro territorio»

In un recente incontro il Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi, si è confrontato con i parlamentari delle quattro provincie sedi dell'Alma Mater Studiorum sul disegno di legge del Ministro Maria Stella Gelmini di riforma dell'Università.
Nell'incontro si è convenuto sulla necessità di una riforma e si sono condivisi gli obiettivi del disegno di legge del Ministro rispetto al quale vanno implementate le modalità attuative che devono prevedere la necessaria flessibilità.
In particolare si ritiene fondamentale che la riforma dell'Università tenga conto della eterogeneità degli atenei e, in primo luogo, della specificità dell'Università di Bologna, rappresentata dell'esperienza unica in Italia del Multicampus universitario.
«Se così non fosse – affermano la senatrice Laura Bianconi e l'onorevole Sandro Brandolini – la positiva esperienza dell'insediamento universitario in Romagna sarebbe fortemente pregiudicata e si rischierebbe un arretramento alla fase iniziale di mero decentramento di corsi di laurea del tutto dipendenti da Bologna.»
«La riforma dell'Università – sottolineano i due parlamentari cesenati – deve valorizzare il modello del Multicampus che ha evitato la nascita di un nuovo ateneo con un risparmio di risorse molto rilevante, come richiesto con forza dai Sindaci di Cesena e Forlì, dei quali condividiamo la richiesta di impegno comune.»
«Seguiremo molto attentamente – concludono la senatrice Laura Bianconi e l'onorevole Sandro Brandolini – l'iter parlamentare del disegno di legge, attualmente in discussione al Senato in prima lettura, affinché la riforma assicuri le risorse e gli strumenti necessari per consolidare l'insediamento universitario in Romagna, condizione essenziale per assicurare un futuro qualitativamente elevato al nostro territorio.»

26 gennaio 2010