● “L’agricoltura per la ripresa e la crescita. Il contributo del settore ortofrutticolo”
Intervista a Sandro Brandolini in vista dell'incontro pubblico promosso dal Pd cesenate per venerdì 27 gennaio
Venerdì prossimo, 27 gennaio, si terrà a Cesena un incontro promosso dal Partito democratico dal titolo “L’agricoltura per la ripresa e la crescita. Il contributo del settore ortofrutticolo”. L’appuntamento, che sarà presieduto dal segretario territoriale Daniele Zoffoli, è per le ore 17 presso la Sala Convegni Hera, in via A. Spinelli.
Interverranno, dopo i saluti del sindaco Paolo Lucchi, l’assessore provinciale alle Politiche agricole Gian Luca Bagnara, il consigliere regionale Tiziano Alessandrini, l’assessore regionale alle Politiche agricole Tiberio Rabboni e gli onorevoli Angelo Zucchi, vice presidente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, e Sandro Brandolini, componente della medesima Commissione e promotore, in queste settimane, di due proposte di legge a tutela dei produttori di ortofrutta. Si tratta della n. 4813 (di cui è primo firmatario), “Disciplina della commercializzazione della frutta e della verdura fresche nonché istituzione di un Fondo per la promozione del consumo di frutta e verdura” e della n. 4812, “Modifiche al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, in materia di disciplina dei mercati agroalimentari”. Per farci spiegare meglio come sono nati e cosa affrontano questi due provvedimenti, lo abbiamo intervistato.
On. Brandolini, come nascono queste due proposte di legge?
«Oggi siamo giunti in una situazione in cui i produttori agricoli vendendo i loro prodotti non riescono nemmeno a coprire le spese che hanno sostenuto per produrli. È chiaro che la crisi dell’ortofrutta è strutturale e non congiunturale, e come tale va affrontata, attribuendo più potere ai produttori. Normalmente la materia prima ha un costo che viene determinato dai produttori mentre non è così in agricoltura, dove c’è uno strapotere di chi acquista il prodotto per venderlo ai consumatori, ovvero della distribuzione e soprattutto della GDO. Queste due proposte di legge, nate da un lavoro di squadra portato avanti con la Regione Emilia-Romagna, cercano di porre soluzione a questo problema.»
In che modo?
«Innanzitutto si potrebbe iniziare replicando in Italia ciò che è già stato fatto in Francia: rendere obbligatori contratti scritti per ciò che riguarda la fornitura dei prodotti ortofrutticoli destinati al consumo fresco. Contratti che disciplinino quantità dei prodotti, le loro caratteristiche qualitative, tempi e prezzi. Con il divieto da parte della distribuzione, una volta definito il contratto, di chiedere sconti, riduzioni e ristorni, prassi oggi all’ordine del giorno nel nostro Paese. In questo modo si tutela la parte debole nei confronti dei colossi della grande distribuzione. Questa, però, non è la medicina per tutti i mali del comparto ortofrutticolo. È un primo passo, ma ce ne sono almeno altri tre da fare.»
Quali?
«Innanzitutto è necessaria una vera capacità di autoregolamentazione da parte del mondo produttivo, organizzato e non, dell’offerta del prodotto che si immette sul mercato, regolando volumi produttivi e caratteristiche qualitative. Serve poi una revisione della qualità del prodotto che viene commercializzato. Infine bisogna rendere più efficace il sistema dei ritiri in caso di crisi di mercato, dando vita a strumenti nuovi per assicurare la tenuta del sistema delle imprese.»
Tornando a come sono nate queste due proposte di legge, lei ha citato anche la Regione Emilia-Romagna.
«Sì, da tempo in questa regione come Pd lavoriamo in squadra, insieme cerchiamo di portare avanti quella che riteniamo sia l’esigenza del mondo produttivo, interpretata secondo il nostro pensiero politico. Oltre al lavoro che facciamo a livello istituzionale, vogliamo poi articolare nei territori una presenza chiara, sapendo che questo settore ha bisogno di profonde trasformazioni. L’incontro di venerdì prossimo sarà un’occasione in questo senso.»
Quali innanzitutto?
«È necessario che i produttori si organizzino, perché la frammentazione troppo ampia nel loro mondo favorisce gli altri attori della filiera. Ad oggi non c’è una aggregazione che dia la possibilità ai produttori di dire la loro sul mercato. Aggregarsi non vuol dire solo avere un contratto, ma anche ridurre i costi di produzione. Le organizzazioni dei produttori, oltre ad occuparsi di commercializzazione, devono mettere a sistema i servizi, a partire dalla logistica. A Cesena, in Romagna, ci sarà ad esempio una piattaforma per il fresco, frutto di politiche di area vasta che da tempo promuoviamo.»
È quindi sufficiente rafforzare le OP?
«Anche in questo caso si tratta di un primo passo da cui partire per costruire le AOP. Queste avranno più poteri per rafforzare il ruolo delle Organizzazioni Interprofessionali per arrivare alle intese di filiera.»
Concludendo, come crede che valuterà il Parlamento il vostro lavoro?
«Ancora non so dirlo. Certamente se dovessimo restare a proposte di legge sarebbe ben magra soddisfazione. Il nuovo Ministro dell'Agricoltura, il quarto in questa legislatura, Mario Catania, ha posto il rapporto produttori-GDO e la volatilità dei prezzi fra i suoi impegni prioritari, pertanto ci aspettiamo un sostegno alle nostre proposte. Noi ci impegneremo a fondo affinché tali proposte si trasformino in legge nell’ambito di questa legislatura, sarebbe auspicabile già da quest'anno.»
23 gennaio 2012
● Proposte di legge PD sull’Agricoltura: tutelare i produttori nei confronti della distribuzioneSono state illustrate oggi le due proposte di legge presentate dal Gruppo PD della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati: n. 4813 “Disciplina della commercializzazione della frutta e della verdura fresca” e n. 4812 “Nuova disciplina dei mercati agroalimentari”. Volute perché, come ha spiegato Tiziano Alessandrini, consigliere regionale PD, «non è pensabile che i produttori agricoli vendendo i loro prodotti non riescano nemmeno a coprire le spese».
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● Gli On. Sandro Brandolini e Luciano Agostini commentano il primo atto del nuovo Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania«La conferma del Capo di Gabinetto dell'ex Ministro Romano è stata una scelta intempestiva, sbagliata ed inopportuna» 18 novembre 2011 |
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