«È una scelta che, oltre a penalizzare i cittadini-utenti, crea un grave disagio sociale. Per questo chiediamo al Ministro di attivarsi per ripristinare le fermate soppresse»

Gli onorevoli del Partito Democratico Sandro Brandolini e Gabriele Albonetti hanno presentato oggi, mercoledì 10 marzo, una nuova interrogazione al Ministro dei Trasporti per far sì che si proceda alla riattivazione delle fermate ferroviarie soppresse lungo la tratta Rimini-Bologna.
«L'attuale orario di Trenitalia infatti – spiegano i due nel loro documento –, in vigore dal 13 dicembre scorso, ha visto la soppressione delle fermate dei treni Eurostar City, Intercity ed Eurocity nelle città di Rimini, Cesena, Forlì e Faenza negli orari di punta, comportando notevoli disagi per migliaia di utenti delle stesse città e di quelle limitrofe».
«Le nuove fermate previste a Faenza dal primo marzo scorso in seguito alla nostra prima interrogazione – proseguono Brandolini e Albonetti – non rappresentano una risposta sufficiente in quanto, come afferma lo stesso comitato dei pendolari della Romagna, tutta la tratta Rimini-Bologna resta pesantemente penalizzata durante la mattina, mentre nel pomeriggio Cesena e Forlì non hanno ottenuto nessuna nuova fermata, nonostante sia evidente come risultino essenziali un treno a lunga percorrenza con fermate a Rimini, Cesena, Forlì e Faenza che, come avveniva con l’orario precedente, arrivi a Bologna fra le 8 e le 9 ed un treno con le stesse caratteristiche che parta da Bologna tra le 16 e le 18».
«Un tale stato di cose – concludono gli onorevoli Pd – già denunciato oltre che dai pendolari anche dalle Amministrazioni locali, penalizza pesantemente i cittadini-utenti e crea un grave disagio sociale determinando preoccupanti problematiche economico-sociali nell’intera area geografica romagnola. Per questo chiediamo al Ministro se non ritenga di attivare un rapido confronto con Trenitalia e, se necessario, con gli enti locali interessati e il comitato degli utenti, d’intesa con la regione Emilia-Romagna, affinché siano riattivate le fermate soppresse da Rimini a Bologna».

10 marzo 2010

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«La chiusura pomeridiana determina continui disagi ai cittadini e alle imprese, tenuto conto che nel raggio di una decina di chilometri nessun Ufficio Postale è aperto nella fascia pomeridiana»

L'On. Pd Sandro Brandolini ha presentato un'interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico in merito alla chiusura anticipata alle 13:30 dell'Ufficio Postale di Gambettola.
Già il Consiglio comunale della cittadina si è espresso in maniera unanime contro la decisione della Direzione Provinciale di Forlì di Poste Italiane spa (la quale aveva motivato tale decisione sostenendo “la necessità di ottimizzare gli orari di apertura degli uffici postali” e, inoltre, che “l’ Ufficio Postale di Gambettola con l’ apertura del turno antimeridiano è in grado di soddisfare adeguatamente le esigenze locali, assicurando gli standard di qualità e il rispetto dei parametri previsti dalle normative vigenti”).
«Come già ha fatto il Consiglio comunale di Gambettola – spiega Brandolini – nella mia interrogazione rilevo come le motivazioni addotte da Poste Italiane siano assolutamente contestabili. Innanzitutto perché la chiusura pomeridiana limita fortemente le esigenze organizzative delle imprese del territorio, le quali si vedono costrette a rinviare al giorno successivo ogni necessità di servizio postale prima usufruito nel pomeriggio o, peggio, obbliga a lunghi spostamenti verso Uffici PT aperti al pomeriggio, i quali si trovano in un raggio che supera i 10 chilometri.»
«In secondo luogo – prosegue Brandolini – il concentrarsi dell’utenza (privati ed aziende) nella fascia mattutina rischia di aumentare fortemente i tempi di attesa, con un conseguente impiego di tempo non tollerabile per la fila allo sportello; tale disagio è ulteriormente aumentato per le aziende che sono costrette a pagare il proprio personale dipendente per fare la fila – anche per più di un’ora – all’Ufficio Postale.»
«Infine, c'è da rilevare come la riduzione del servizio, conseguente alla chiusura pomeridiana, contrasti con la tendenza generale di un ampliamento dei servizi pubblici offerti alla collettività nell’ottica di facilitare e agevolare il rapporto con il cittadino-utente.»
«Per questo motivo – conclude Brandolini – nella mia interrogazione chiedo al Ministro quali iniziative intenda porre in essere per sollecitare la Direzione dell’Azienda Poste Italiane a ripristinare l’apertura pomeridiana dell’Ufficio Postale di Gambettola, al fine di assicurare in un momento particolarmente difficile per l’economia un servizio efficiente ai cittadini e alle attività produttive che operano nel vasto bacino di utenza del Comune di Gambettola.»

22 febbraio 2010

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La sua proposta di legge votata all'unanimità. In questa legislatura è la prima volta che succede per un'iniziativa del Pd

Entro l’estate le insalate in busta potrebbero avere la loro legge. Infatti in Parlamento prosegue l’iter della proposta di legge per la “Disciplina igienico-sanitaria per la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma” presentata nel maggio 2008 dal deputato cesenate Sandro Brandolini (Pd). Martedì sera alla Camera la proposta è stata votata all’unanimità. “E’ la prima legge che il Pd riesce a far approvare alla Camera in questa legislatura”, commenta con una certa soddisfazione Brandolini. «Adesso il documento passa al Senato e vista l’approvazione all’unanimità avuta alla Camera mi auguro abbia un percorso rapido, per arrivare il più presto possibile all’applicazione del disciplinare che deve essere redatto dal Ministero entro tre mesi dall’approvazione della legge».
E sarà il disciplinare del Ministero che finalmente andrà a regolamentare il settore - in forte espansione - degli ortofrutticoli di quarta gamma e con l’approvazione della legge, che vede Brandolini come primo firmatario, si colmerà un vuoto normativo.
«I prodotti di quarta gamma oggi non hanno regolamentazione - sottolinea il parlamentare cesenate - così sul mercato si trovano prodotti che hanno subito un corretto processo di lavorazione a determinati costi e prodotti che costano meno e che spesso presentano problemi di qualità. Abbiamo udito tutto il settore, dai produttori alla distribuzione, e tutti hanno riconosciuto l’esigenza di una regola comune su tutto il territorio nazionale che possa salvaguardare il consumatore ed evitare un’ingiusta concorrenza».
Il problema del vuoto normativo è stato sollevato dalle aziende romagnole che producono ortofrutticoli di quarta gamma. La legge, tra l’altro, dà una precisa definizione di prodotto di quarta gamma, un prodotto fresco che va conservato a temperatura costante, va lavato con acqua potabile e poi asciugato per evitare marciumi. Tutte le indicazioni che emergeranno saranno volte a garantire la qualità del prodotto finale.
«I prodotti di quarta gamma sono a filiera corta, ci sono distanze minime dalla produzione al consumo - rileva Sandro Brandolini - è essenzialmente un prodotto nazionale che valorizza le nostre produzioni e quindi è importante regolamentare il settore».
Qualche tempo fa una rubrica del Tg2 aveva ingiustamente bollato la proposta del deputato democratico come una legge bizzarra. «Se vogliamo è una piccola legge - dice Brandolini - ma utile ai produttori, alle aziende e soprattutto ai consumatori».

Articolo a firma di Maicol Mercuriali
pubblicato su LA VOCE DI ROMAGNA, ed. Cesena, il 11/02/2010

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