«Di fronte al rischio concreto di una paralisi dell'attività non si può assistere passivamente alla mancanza di risposte da parte del Ministero»

L'On. Pd Sandro Brandolini ha presentato un'interrogazione al Ministro della Giustizia circa la drammatica situazione in cui versa la sezione distaccata di Cesena del Tribunale di Forlì, alla quale fa riferimento l’amministrazione della giustizia, sia penale che civile, nel territorio cesenate.
«Negli ultimi anni – spiega Brandolini nella sua interrogazione – a causa delle sempre maggiori carenze di organico, sia di magistrati preposti che, in particolar modo, di personale di cancelleria, la difficoltà della sezione di Cesena nel mantenere un livello di servizio adeguato è diventata sempre più evidente fino a raggiungere negli ultimi tempi, a causa del pensionamento di personale di cancelleria non sostituito da nuovo personale, livelli di preoccupante drammaticità, con il rischio di una vera e propria paralisi dell’attività che determinerebbe evidenti e allarmanti ripercussioni sui cittadini e sulle imprese.»
«Se consideriamo inoltre – spiega ancora Brandolini – che la sezione di Cesena, in ragione dell’estensione del territorio, della popolazione e delle realtà imprenditoriali che vi operano, ha dimensioni tali da essere qualificata come una delle sezioni distaccate più importanti d’Italia, con un carico di contenzioso di competenza persino superiore a quello del Tribunale di Forlì dal quale dipende, è chiaro che non si può assistere passivamente alla mancanza di risposta da parte del Ministero della Giustizia.»
«Per questo – conclude Brandolini – ho chiesto al Ministro quali iniziative intenda porre in essere per assicurare ai cittadini e al tessuto imprenditoriale un servizio adeguato alle esigenze di un territorio dinamico e in crescita come quello Cesenate.»

10 febbraio 2010

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Brandolini e Gozi: «L'On. Pini e la consigliera Celletti farebbero meglio ad occuparsi di questioni ben più rilevanti per Cesena»

Dal Viminale è giunta una netta conferma della linea tenuta dalla giunta del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi sulle elezioni dei Consigli di quartiere, fissate per il 28 e 29 marzo prossimi, in concomitanza con le elezioni regionali.
Secondo il sottosegretario agli Interni, Sen. Michelino Davico, che rispondeva ad un'interpellanza dell'On. Gianluca Pini (Lega Nord), tutte le condizioni richieste dal governo risultano pienamente rispettate dal Comune di Cesena e non è quindi necessario prendere nessuna iniziativa specifica.
«Siamo soddisfatti della risposta del governo – è il commento degli onorevoli del PD Sandro Brandolini e Sandro Gozi – che conferma l'opportunità di tenere le elezioni regionali e le consultazioni popolari per i quartieri nello stesso giorno. Ciò che non capiamo – proseguono i due – sono invece le insistenze del collega Pini di fronte ad una risposta governativa che in modo così dettagliato respinge punto per punto le questioni da lui sollevate».
«Se possiamo dare un consiglio a Pini e alla consigliera comunale Antonella Celletti – concludono Brandolini e Gozi – è di smetterla di perdere il loro tempo e, soprattutto, di farlo perdere alla giunta e al consiglio comunale con questioni di questo genere e di concentrarsi invece su aspetti ben più rilevanti per il futuro della città, a partire dalle conseguenze dell'attuale crisi economica e sociale».

4 febbraio 2010

 

Ai deputati del PD non piace la gestione di questi 2 anni

Ai deputati del PD in Commissione Agricoltura alla Camera, fra cui Sandro Brandolini, non piace la gestione della Commissione stessa e lo hanno scritto in una lettera mandata al presidente, il deputato Paolo Russo. E non hanno risparmiato critiche neppure al ministro Luca Zaia.
«Il bilancio di 2 anni di legislatura ci consegna un'immagine fallimentare e improduttiva dell'attività svolta in Commissione Agricoltura – spiega Brandolini citando la lettera – nonostante la nostra decisione di assumere un comportamento costruttivo nei rapporti con la maggioranza di centrodestra che sostiene l'attuale Governo. La ridotta o nulla attività legislativa della Commissione ha finito infatti con il produrre, in questo scorcio di legislatura, soltanto due provvedimenti legislativi. Si tratta dell'approvazione della legge 171 sul rilancio della competitività del settore agroalimentare, – parte di essa abrogata in malo modo e nella stessa giornata della sua promulgazione dal decreto mille proroghe – e la normativa sulle quote latte, che si è accodata ad altro provvedimento trenino».
Nella lettera si legge che «la Commissione, inoltre, ha scontato non solo un senso di impotenza e di improduttività ma anche e soprattutto una carenza di indirizzo e di unitarietà strategica dei propri lavori; mentre il gruppo del PD ha sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo ed una presenza assidua in Commissione, assicurando così il generale svolgimento dei lavori in tutte le fasi, comprese le audizioni spesso disertate dalla maggioranza. Un'assenza di strategia imputabile in larghissima parte all'evanescenza, all'ambiguità e all'attività solo comunicativa, spesso giocata fuori dal campo, del Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia».
Nei confronti del ministro i deputati non sono teneri: «Il Ministro Zaia è stato probabilmente troppo impegnato a perseguire percorsi di crescita politica individuale e su base locale e, sin dall'inizio della legislatura, è risultato inafferrabile e sfuggente soprattutto per quanto riguarda le soluzioni da dare agli annosi problemi dell'agricoltura italiana. A questa sfuggevolezza ha abbinato, inoltre, un personalissimo modello di comunicazione che ha veicolato gli scarsi o addirittura nulli risultati della propria azione ministeriale in maniera roboante e pirotecnica, nonché disancorata dalla realtà dei fatti. Si tratta di un atteggiamento ingiustificabile a fronte dei gravi problemi dell'agricoltura italiana. Nessun ministro dell'agricoltura della Repubblica italiana dovrà più permettersi il lusso di snobbare i problemi e le complessità del settore agricolo, per ambire successivamente alla poltrona di Governatore di un'altra regione».

Articolo pubblicato sul CORRIERE ROMAGNA, ed. Cesena, il 31 gennaio 2010

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