Riduzione dell'organico dei Vigili del Fuoco, l'On. Brandolini interroga il Ministro dell'Interno

L'On. PD Sandro Brandolini ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno per chiedere conto della riduzione dell'organico dei Vigili del Fuoco volontari della nostra provincia di 19 unità, mentre non risultano riduzioni dei vigili volontari assegnati alla Regione
«Nella provincia di Forlì-Cesena – spiega Brandolini nell'interrogazione – oltre alla sede centrale i Vigili del Fuoco sono presenti con 4 distaccamenti; quello di Cesena, in particolare, è il più importante in quanto presidia un vasto territorio, comprendente 13 Comuni, per un totale di oltre 180.000 abitanti che nel periodo estivo, vista la notevole presenza di turisti sulla costa, superano le 450.000 unità. Tra l'altro – prosegue Brandolini – il distaccamento di Cesena dispone ancora oggi dell’organico dalla categoria D1 (28 unità complessive), nonostante sia stato riclassificato alla categoria D2 (organico complessivo di 36 unità) e necessiterebbe della classificazione alla categoria D3 (organico complessivo di 60 unità), mentre oggi subisce la riduzione di 19 unità di vigili volontari, del tutto ingiustificata in quanto proprio nel periodo estivo si intensificano significativamente gli interventi».
«Pertanto – conclude Brandolini – chiedo al Ministro di sapere quali iniziative intende porre in essere (a partire dal tempestivo incremento dei vigili volontari riassegnando quantomeno il contingente ridotto) per assicurare al distaccamento dei Vigili del Fuoco di Cesena un contingente di personale rispondente alle effettive necessità di un territorio a forte presenza di attività produttive e ad elevata densità abitativa».

20 luglio 2009

 

L'On. Brandolini interviene a seguito del voto di ieri alla Camera

L'On. PD Sandro Brandolini interviene a seguito dell'approvazione, da parte della Camera, del progetto di legge sulle intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali.
«Sono passati pochissimi giorni dalle elezioni – esordisce Brandolini – precedute da una campagna elettorale in cui la Lega e il Popolo delle Libertà hanno posto al centro il tema della sicurezza, dopo aver messo in campo di tutto, dall’esercito alle ronde, e la Camera con l'ennesimo voto di fiducia ha approvato una legge che smantella in modo disinvolto ciò che funziona: le intercettazioni telefoniche e gli “occhi elettronici”, lasciando disarmati gli investigatori».
«Ogni giorno infatti – prosegue Brandolini – attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, formidabile strumento di indagine e fonte di certezze processuali, vengono individuati decine e decine di colpevoli e, allo stesso tempo, persone innocenti sono scagionate da false accuse. Con questa legge poi, – spiega ancora Brandolini – le videoriprese vengono equiparate alle intercettazioni; pertanto, anche un filmato che riprende una rapina o uno stupro non potrà essere utilizzato come prova nei confronti di chi ha commesso il reato».
«Tutto ciò – è il commento di Brandolini – significa garantire l’impunità a fior fiore di delinquenti che non siano mafiosi o terroristi ma “solo” assassini, rapinatori, estorsori, stupratori, pedofili, bancarottieri, corruttori, usurai, sfruttatori di prostituzione, trafficanti di droga ed altro ancora. È assurdo, addirittura stupefacente, che a pretendere e a sostenere la catastrofica riforma sulle intercettazioni siano proprio coloro che in nome della sicurezza chiedono il voto ai cittadini e predicano quotidianamente la “tolleranza zero”».
«Certamente – conclude Brandolini – esiste il problema di impedire l’uso processuale e la divulgazione delle intercettazioni e delle immagini relative a soggetti, fatti e circostanze che sono estranei all’oggetto del processo, ma al di là di questo ambito di tutela della privacy le potenzialità investigative delle intercettazioni vanno utilizzate appieno nell’interesse dei cittadini anche se qualcuno, in maniera tutt’altro che disinteressata, le ritiene insopportabili».

12 giugno 2009

 

L'On. Brandolini interviene a seguito del voto di ieri alla Camera

Ieri la Camera, approvando lo stralcio dell'articolo 16 della legge Comunitaria, contenente norme sull'attività venatoria, ha scongiurato il caos sulla deregolamentazione dei calendari venatori, respingendo ancora una volta il tentativo di aprire i termini della caccia in modo surrettizio e nascosto messo in atto da una parte della maggioranza di centrodestra che nelle scorse settimane, anche nel nostro territorio, aveva promesso ai cacciatori di cambiare la legge sulla caccia.
«Hanno vinto il buon senso e la ragionevolezza – commenta l'On. PD Sandro Brandolini –  ma soprattutto hanno vinto coloro che da sempre si battono con coerenza per il rispetto delle leggi e per una caccia responsabile ed equilibrata. Una scelta che il Partito Democratico ha compiuto da tempo e mantenuto con coerenza e con determinazione: il rispetto delle direttive europee, la pratica del prelievo venatorio responsabile, la tutela dei periodi di nidificazione e di riproduzione della fauna».
«Quello della Camera è stato un atto di trasparenza e di buon senso – prosegue Brandolini – che da un lato scongiura un caos normativo che si sarebbe sicuramente verificato nelle Regioni ed avrebbe dato luogo a continui ricorsi al Tar e, dall’altro, consente di proseguire verso l’attuazione di una programmazione del prelievo venatorio seria, che è praticata in tanta parte dell’Italia dalla stragrande maggioranza dei cacciatori».
«Non si modifica una legge importante come la 157, che regola il prelievo venatorio con norme avanzate e condivise, attraverso giochini preelettorali pericolosi come quelli promessi ai cacciatori dalla senatrice Laura Bianconi e dal responsabile della caccia del Pdl. Per fortuna ieri ha vinto un’idea molto diversa, più in sintonia con il Paese; un'idea che noi, come PD, perseguiamo da sempre con decisione e per la quale continueremo a batterci».
«Nelle prossime settimane la commissione Agricoltura della Camera (della quale l'On. Brandolini fa parte, n.d.r.) riprenderà a discutere la proposta di legge da noi presentata per contrastare i danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica, ed in particolare dagli ungulati. Ritorneremo inoltre a sollecitare il Ministro Zaia perché si attivi presso la Commissione europea sulla questione dello storno, affinché sia reintrodotto fra le specie cacciabili».
«I cacciatori – conclude Brandolini – sono persone serie che non si lasciamo ammaliare da promesse preelettorali. Essi sanno di poter contare sul Partito Democratico e sanno anche che per difendere e migliorare la legge sulla caccia è necessario tenere insieme agricoltori, cacciatori e ambientalisti, evitando scorciatoie pericolose che rischiano di compromettere i passi avanti fatti con la legge 157».

21 maggio 2009