«Non sono soddisfatto. Su alcuni quesiti non ho nemmeno ricevuto risposta»

l Ministero dell’Ambiente, per mezzo del Sottosegretario On. Roberto Menia, ha risposto nei giorni scorsi all’interrogazione presentata nel mese di giugno dall’On. Sandro Brandolini sul fenomeno delle cosiddette “scie chimiche”.
«Nella mia interrogazione – spiega Brandolini – chiedevo al Governo di fare chiarezza su un tema per molti versi oscuro, soprattutto in relazione alle eventuali conseguenze per la salute dei cittadini».
«La risposta del Ministero – prosegue Brandolini – non mi lascia soddisfatto. Nella mia interrogazione chiedevo infatti quali iniziative il Governo intendesse assumere per informare la popolazione su questo tema e se il fenomeno fosse oggetto di rilevazione o di studio da parte del Governo. Ciò che emerge, invece, è che l’argomento è ancora scarsamente conosciuto e, relativamente alle iniziative del Governo, non ho nemmeno ricevuto risposta».
Si legge nella risposta del Ministero: “Oltre al materiale dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano posizioni fortemente critiche”; e ancora: “dall’esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico”.
«Secondo il Ministero – conclude Brandolini – l’interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione (formate essenzialmente da acqua in forma di cristalli di ghiaccio e prodotte dagli scarichi degli aerei o dalle turbolenze causate dalle ali) che sono durate più a lungo ed hanno assunto una forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche. Purtroppo non è dato avere informazioni più precise, dato che lo stesso Ministero dichiara che “solo ulteriori e complessi studi, che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli enti preposti al loro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta definitiva”, senza prevedere alcuna iniziativa che faccia finalmente luce su un fenomeno che preoccupa i cittadini».

18 agosto 2008

 

Brandolini: «Ho presentato un’interrogazione al Governo per sapere come intende muoversi»

L’On. Sandro Brandolini ha presentato al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali un’interrogazione a risposta scritta sulla situazione dell’Agenzia INPS di Cesena.
«La gravità della situazione – spiega Brandolini – mi era già nota da tempo. Alla luce di un ordine del giorno approvato il 10 luglio scorso dal Comitato Provinciale INPS di Forlì-Cesena ho deciso di presentare al Ministro questa interrogazione».
Nel documento approvato dall’INPS si parla di “situazione disastrosa” dell’organico dell’Agenzia di Cesena, la quale ha una carenza di 12 unità amministrative sulle 46 necessarie (26%). Una situazione, si legge, che “non può attendere ancora senza creare ulteriori disagi ai lavoratori, ai pensionati, alle imprese e agli utenti in generale che non potranno trovare risposte adeguate in tempi certi”.
Nel documento si spiega poi come recentemente “su iniziativa del Direttore Regionale” erano state attivate mobilità in entrata sull’Agenzia di Cesena per 14 unità, ma il procedimento di mobilità risulta sostanzialmente fermo e problematico alla luce dei contenuti del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008”.
«Nell’ordine del giorno – conclude Brandolini – si chiede che tutti i soggetti interessati si facciano carico della grave situazione che riguarda Cesena. Dal canto mio, ho deciso di presentare questa interrogazione, chiedendo al Governo quali iniziative intenda mettere in atto per superare una situazione di grave disservizio che penalizza fortemente i cittadini e le imprese e per riconoscere alla sede INPS di Cesena il ruolo e la funzione che competono ad una città e ad un territorio di dimensioni e caratteristiche provinciali».

18 luglio 2007

 

«Perché gli esposti dei cittadini presentati finora alle Procure sono stati del tutto ignorati?»

Da alcuni anni, con sempre maggiore intensità, nel nostro Paese, ed in particolare nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, vengono rilevate scie chimiche (chemtrails) rilasciate da aerei militari non meglio identificati.
Su questo tema l’On. Brandolini ha presentato ai Ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei trasporti, del Lavoro, salute e politiche sociali e a quello della Difesa un’interrogazione a risposta scritta per sapere innanzitutto «quali iniziative il Governo intenda assumere per informare la popolazione visti i numerosi esposti presentati alle Procure della Repubblica da diversi cittadini, singoli o associati, supportati da una documentazione imponente sul tema, esposti che sono stati, ad oggi, completamente ignorati».
«Dalle denunce di cittadini – spiega Brandolini – emerge che da tali scie chimiche derivano conseguenze pericolose per la salute: il CNR e alcuni ricercatori indipendenti nel 2005 hanno rilevato, tramite analisi effettuate su campioni di pioggia coincidenti con il rilascio delle scie chimiche e su piante bagnate da questa pioggia, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, sali di bario, sicuramente pericolose per la salute e, secondo alcune fonti, anche cancerogene».
«A ciò si aggiunge il fatto che – spiega ancora Brandolini – alle numerose interrogazioni parlamentari presentate, anche di recente, ai dicasteri competenti, non sono mai state date risposte chiare, convincenti ed esaustive, e tale silenzio ha rafforzato il convincimento che si tratti di fenomeni da tenere nascosti perché pericolosi. Dalle informazioni che ho raccolto, mi risulta che la questione sia stata posta in diversi Stati in tutto il mondo e nello stesso Congresso degli Stati Uniti, il quale non ha saputo dare risposte soddisfacenti. Per questo motivo – conclude Brandolini – nella mia interrogazione chiedo anche se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio, per la parte di competenza di ciascun dicastero, direttamente o attraverso ricerche affidate a soggetti specializzati; se i dicasteri interessati siano in possesso, ciascuno per la propria parte di competenza, di dati o ipotesi che possano in qualche modo far luce sul fenomeno e se il Ministro della Difesa sia in possesso di elementi raccolti direttamente o indirettamente sul fenomeno, al fine di fare chiarezza su di una vicenda che è percepita con paura dai cittadini».

23 giugno 2008