«Chiediamo al Governo italiano una serie di misure in grado di fronteggiare la crisi strutturale che investe il settore»

Lo scorso 10 giugno, mentre era in atto la protesta dei pescatori, il Partito Democratico ha chiesto al Governo italiano, per mezzo di una risoluzione approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, precisi impegni per fronteggiare la crisi del settore pesca.
«La risoluzione che abbiamo presentato – spiega l’On. Sandro Brandolini, che è tra gli estensori del documento – si differenzia sostanzialmente da quella approvata dalla maggioranza (nella stessa sede, n.d.r.), ed accoglie le richieste delle Associazioni di categoria e dei Sindacati dei lavoratori».
«Le richieste fatte al Governo – prosegue Brandolini – sono molteplici: innanzitutto proponiamo agevolazioni finanziarie per reggere il vertiginoso aumento del costo del gasolio; chiediamo poi che ci si impegni per incentivare una radicale modernizzazione dei natanti italiani. Altro aspetto importante sul quale chiediamo al Governo di impegnarsi, in sede nazionale, comunitaria e con gli altri Paesi rivieraschi non comunitari, riguarda il ripopolamento ittico, assumendo iniziative che prevedano fermi temporanei dei natanti in tutti i periodi dell’anno con compensazioni economiche adeguate per i pescatori. Infine – spiega ancora Brandolini – chiediamo che si estenda alla pesca il regime Iva vigente per l’agricoltura, agevolando in questo modo la commercializzazione del prodotto ittico, e che ai lavoratori marittimi imbarcati sui natanti adibiti alla pesca venga riconosciuta la cassa integrazione in deroga prevista per il settore agricolo e che vengano inclusi fra le categorie di lavoro usurante».
«Insomma – conclude Brandolini – il Partito Democratico è impegnato a sostenere le motivazioni della protesta dei pescatori, le quali richiedono risposte tempestive ed articolate per fronteggiare la crisi strutturale che investe il settore. Allo stesso tempo, però, chiediamo ai pescatori di contrastare forme di protesta esasperate che rischiano di innescare comportamenti violenti e di mettere in crisi interi sistemi economici, senza aiutare la ricerca delle necessarie soluzioni alla crisi del comparto ittico».

13 giugno 2008

 

«I provvedimenti per avere carni sane vanno presi a monte, lungo tutta la filiera produttiva»

A seguito della pressione esercitata sulla Commissione europea da parte degli USA per abolire nel vertice USA-Ue del prossimo 10 giugno il divieto di importazione della carne di pollame americana trattata con la varechina (eventualità, questa, peraltro sonoramente bocciata da parte del Comitato europeo per la catena alimentare e la salute animale), l’On. Sandro Brandolini si è fatto primo firmatario di una risoluzione in cui impegna il Governo italiano a mettere in atto, a partire dal prossimo vertice Italia-Usa, tutte le tutte le iniziative necessarie ad impedire l’importazione nella Comunità Europea del cosiddetto “pollo al cloro” dagli Usa, al fine di salvaguardare le nostre produzioni e le strategie di qualità della filiera avicola nazionale.
“Aprire all’importazione del “pollo al cloro” – spiega Brandolini – significherebbe andare incontro a rischi per l’ambiente e per la salute dei consumatori, i quali sono invece estremamente tutelati dall’attuale legislazione comunitaria, che prevede l’esclusivo lavaggio delle carni con acqua potabile. Ciò fa sì che i provvedimenti per avere carni sane sotto il profilo microbiologico vadano presi a monte, lungo tutta la filiera produttiva, dall’allevamento alla macellazione e lavorazione delle carni, essendo escluso ogni successivo processo di sanificazione”.
“Questo elevato grado di efficienza poi – prosegue Brandolini – oltre a garantire una buona sicurezza alimentare ed ambientale (eliminando il problema dello smaltimento delle acque di lavaggio contenenti cloro) ed una più elevata qualità organolettica delle nostre carni, ha un effetto positivo anche sui produttori, inducendoli a dar vita ad un processo virtuoso in un crescendo di accorgimenti e di ricerca di nuova tecnologia per contenere costi sensibilmente più elevati e per assicurare un prodotto salubre al momento della commercializzazione”.
“Per questo – conclude Brandolini – mi sono fatto promotore di questa risoluzione”.

6 giugno 2008

 

«È un accordo importante per i nodi viari del nostro territorio»

È un giudizio positivo quello espresso dall’On. del Partito Democratico Sandro Brandolini sull’Intesa generale quadro tra il Governo e la Regione Emilia-Romagna, relativa alla viabilità, siglata lo scorso dicembre.
«Nell’intesa vengono affrontati tutti i nodi viari del nostro territorio – commenta soddisfatto Brandolini – in particolare, per quanto riguarda il cesenate, la superstrada E45-E55. Entrando nel merito, sono due gli aspetti importanti da sottolineare. Il primo riguarda l’impegno del Ministero delle Infrastrutture ad attivarsi presso l’ANAS affinché essa provveda ad avviare le procedure per la realizzazione della tratta autostradale di E55 Cesena-Mestre. Il secondo aspetto – continua Brandolini – è che, in attesa della trasformazione della E45 in autostrada, come previsto dal progetto E45-E55 Civitavecchia-Mestre, siano stati confermati gli interventi urgenti per garantire adeguati livelli di sicurezza, attribuendo carattere di priorità agli interventi di adeguamento funzionale dell’E45».
A questo fine, Brandolini ricorda come «l’impegno del governo Prodi, e in particolare del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro – sollecitato a più riprese nei mesi scorsi, tramite interrogazioni parlamentari, da me e dal collega forlivese On. Giuliano Pedulli – abbia consentito un’accelerazione ai lavori in corso e ai progetti in fase di attivazione».
I lavori attualmente in corso riguardano quattro lotti, per un importo complessivo di circa 68 milioni di euro, mentre i lavori inseriti nel piano quinquennale dell’ANAS riguardano ulteriori cinque lotti di adeguamento e ripristino, per un importo di oltre 200 milioni di euro complessivi.

15 gennaio 2008