«Agricoltura penalizzata»
L'analisi di Sandro Brandolini: «La finanziaria non contiene risorse aggiuntive o strumenti. Unico sforzo apprezzabile sul fondo di solidarietà»
Manovra finanziaria e agricoltura: Sandro Brandolini esprime perplessità su quanto il Governo ha fatto per il settore agricolo. Brandolini, quale membro della Commissione agricoltura, ha seguito direttamente tutti i lavori presentando emendamenti e ordini del giorno.
«In generale - spiega il deputato - la finanziaria per il settore agricolo non contiene grandi risorse. Non c'è stato niente che riguardi il piano irriguo. Il governo Prodi lo aveva rifinanziato e la progettazione relativa che avevano portato a investimenti anche nel Cesenate, soprattutto per la distribuzione dell'acqua del Cer. Di certo la finanziaria non contiene le risorse che all'agricoltura furono tolte nella manovra del 2009. Ma neanche risorse aggiuntive o strumenti per sostenere il settore di fronte alla crisi. L'unico sforzo apprezzabile è stato fatto sul Fondo di solidarietà nazionale. Non sembra francamente proporzionata l'enfasi che il ministro Luca Zaia ha messo nel rivendicare il risultato, soprattutto alla luce dei grandi sforzi che Francia, Germania ed altri Paesi hanno invece messo in campo per il settore».
Brandolini ricorda che il suo gruppo (il PD) ha chiesto di istituire un fondo per le situazioni di crisi, ovviamente da utilizzare conformemente alle norme europee sugli aiuti di stato, di 150 milioni, ma la risposta è stata negativa. Riguardo alla riduzione accisa gasolio per agricoltura e coltivazione sotto serra non è stato previsto nessun stanziamento, né tantomeno la proroga delle agevolazioni dell'accisa che da anni ormai venivano assicurate. Il settore florovivaistico rischia una debacle. «Il rischio è che prevalga - continua - un'idea margine dell'agricoltura. È necessario convocare al più presto gli stati generali come richiesto nei giorni scorsi dal presidente della conferenza delle Regioni e dalle reiterate sollecitazioni delle organizzazioni del mondo agricolo. Non c'è solo un problema di risorse economiche, ma c'è innanzitutto una mancanza di una visione complessiva dell'agricoltura italiana e delle politiche che sarebbero necessarie per sostenere il settore investito da una crisi profonda che non ha precedenti negli ultimi trent'anni. C'è l'esigenza - conclude - di dotarsi di una strategia, di definire gli obiettivi di fondo in una fase caratterizzata da una grave e perdurante caduta dei prezzi all'origine, ma anche dalle nuove sfide in mercati sempre più aperti e dalla riforma della politica agricola comunitaria del 2013».
Articolo di Cristiano Riciputi, pubblicato sul CORRIERE ROMAGNA, ed. Cesena, il 3 gennaio 2010


